martedì 27 gennaio 2009
sabato 24 gennaio 2009
三色そぼろ丼 ☆ Sanshoku Soborodon

Questa è la cenetta di ieri. Era tanto tempo che non cucinavo un po' di cose diverse, e così ieri pomeriggio a una certa ora ho deciso che non avevo più voglia di lavorare e mi sono messa ai fornelli.
Il piatto principale è quello al centro, ovviamente, e si chiama appunto sanshoku soborodon, traducibile più o meno come tris di macinati. Infatti c'è il pollo macinato con salsa di soia, mirin e zucchero, l'uovo strapazzato anche lui aromatizzato variamente, e le costine a pezzetti. Il tutto ovviamente sul riso.
Però una cena giapponese che si rispetti ha almeno uno (possibilmente due) piatti ulteriori (kobachi), e io ovviamente non ho mai voglia di cucinare altro, ma ieri mi sono esibita in quello che vedete, e cioè: namuru di costine (facile, avevo i gambi delle costine usate nel soborodon!) e insalata shabu shabu.
Il namuru (in alto a sinistra) è un condimento coreano (credo) a base di olio di sesamo. Si può fare con tutte le verdure, ma quello più diffuso è di germogli di soia.
Invece l'insalata shabu shabu (in alto a destra) è un piatto freddo a base di carne di maiale tagliata molto sottile da cruda e appena appena sbollentata, in modo che rimanga molto morbida. Poi si aggiungono anche porri e cetrioli, e si condisce con una sorta di vinaigrette. Il vero shabu shabu è un piatto caldo, categoria nabe, in cui a varie verdure (cavoli cinesi, porri, funghi ecc) e tofu, si accosta appunto la carne di maiale che deve essere cotta pochissimo (il tempo di dire "shabu shabu"), e poi intinta in una salsa vagamente asprigna (ponzu).
Che dire d'altro? Buon appetito!!
Il piatto principale è quello al centro, ovviamente, e si chiama appunto sanshoku soborodon, traducibile più o meno come tris di macinati. Infatti c'è il pollo macinato con salsa di soia, mirin e zucchero, l'uovo strapazzato anche lui aromatizzato variamente, e le costine a pezzetti. Il tutto ovviamente sul riso.
Però una cena giapponese che si rispetti ha almeno uno (possibilmente due) piatti ulteriori (kobachi), e io ovviamente non ho mai voglia di cucinare altro, ma ieri mi sono esibita in quello che vedete, e cioè: namuru di costine (facile, avevo i gambi delle costine usate nel soborodon!) e insalata shabu shabu.
Il namuru (in alto a sinistra) è un condimento coreano (credo) a base di olio di sesamo. Si può fare con tutte le verdure, ma quello più diffuso è di germogli di soia.
Invece l'insalata shabu shabu (in alto a destra) è un piatto freddo a base di carne di maiale tagliata molto sottile da cruda e appena appena sbollentata, in modo che rimanga molto morbida. Poi si aggiungono anche porri e cetrioli, e si condisce con una sorta di vinaigrette. Il vero shabu shabu è un piatto caldo, categoria nabe, in cui a varie verdure (cavoli cinesi, porri, funghi ecc) e tofu, si accosta appunto la carne di maiale che deve essere cotta pochissimo (il tempo di dire "shabu shabu"), e poi intinta in una salsa vagamente asprigna (ponzu).
Che dire d'altro? Buon appetito!!
martedì 13 gennaio 2009
Efelanti e noddole
lunedì 5 gennaio 2009
Mi piacciono le parole vecchie
Mi piacciono le parole vecchie, quelle che non si sentono più tanto. Sessappiglio, nozze (meglio ancora sposalizio), i funerali (e non il funerale: quanti gliene vogliamo fare?!), uccel di bosco, marachella, e chi più ne ha più ne metta.
Mi piace anche quando in una frase italiana fa capolino una parola, una sola, in dialetto. Tipo dal macellaio, una signora compra un cotechino: per cuocerlo, vaire?
Mi piacciono i signori anziani che si mettono la cravatta anche solo per andare a comprare il giornale, mi danno l'idea di avere un rispetto per il mondo che non vedo più.
Mi piace anche quando in una frase italiana fa capolino una parola, una sola, in dialetto. Tipo dal macellaio, una signora compra un cotechino: per cuocerlo, vaire?
Mi piacciono i signori anziani che si mettono la cravatta anche solo per andare a comprare il giornale, mi danno l'idea di avere un rispetto per il mondo che non vedo più.
giovedì 1 gennaio 2009
Capodanno e toshikoshi soba
E un altro anno è andato. Devo dire che per me il 2008 è stato un anno sensazionale, per ragioni che chiunque può immaginare.
Da che io ricordi, ogni anno, il 31 dicembre, a pensare che un anno sta per finire e non tornerà mai più, mi prende una strana nostalgia. Ricordo in particolare il 31 dicembre 1987, a Sauze, davanti al discorso di Cossiga. Lì per la prima volta mi dispiacque sinceramente l'idea che il 1987 se ne andasse per sempre. Chissà cosa mi era successo di tanto bello... Questo non lo ricordo.
Comunque, è tradizione giapponese mangiare intorno alla mezzanotte una ciotola di toshikoshi soba, ovvero la soba del passaggio dell'anno. Ormai è qualche anno che la mangiamo anche noi. Come ho già avuto occasione di dire, la soba è una pasta, simile agli spaghetti, di grano saraceno, che di solito si mangia in un brodo a base di salsa di soia e mirin (sake dolce), e viene poi condita con gli ingredienti che si preferiscono. In questo caso ho usato carne di vitello, funghi shiitake e cipollotti a crudo. E' un po' come la nostra tradizione di mangiare le lenticchie, infatti pare che se si mangia prima dell'arrivo del nuovo anno, questo ci porterà soldi e fortuna. Noi ovviamente l'abbiamo mangiata a mezzanotte e cinque. Maledizione.
Da che io ricordi, ogni anno, il 31 dicembre, a pensare che un anno sta per finire e non tornerà mai più, mi prende una strana nostalgia. Ricordo in particolare il 31 dicembre 1987, a Sauze, davanti al discorso di Cossiga. Lì per la prima volta mi dispiacque sinceramente l'idea che il 1987 se ne andasse per sempre. Chissà cosa mi era successo di tanto bello... Questo non lo ricordo.
Comunque, è tradizione giapponese mangiare intorno alla mezzanotte una ciotola di toshikoshi soba, ovvero la soba del passaggio dell'anno. Ormai è qualche anno che la mangiamo anche noi. Come ho già avuto occasione di dire, la soba è una pasta, simile agli spaghetti, di grano saraceno, che di solito si mangia in un brodo a base di salsa di soia e mirin (sake dolce), e viene poi condita con gli ingredienti che si preferiscono. In questo caso ho usato carne di vitello, funghi shiitake e cipollotti a crudo. E' un po' come la nostra tradizione di mangiare le lenticchie, infatti pare che se si mangia prima dell'arrivo del nuovo anno, questo ci porterà soldi e fortuna. Noi ovviamente l'abbiamo mangiata a mezzanotte e cinque. Maledizione.domenica 28 dicembre 2008
Primo Natale

E così anche Yui ha avuto il suo primo Natale. Non ha ovviamente goduto dei manicaretti (ma il latte di mamma è sempre il più buono, no?), né ha potuto gioire dei tanti regali che ha ricevuto, reginetta della festa. Però mi sono immaginata i Natali futuri (i famosi "Christmas yet to come"), e a come sarà eccitata, e a come potremo fare per farle trovare i regali, e da dove passerà Babbo Natale per venire a casa nostra (dal balcone?) e tante altre cose. E' stata anche un'occasione per ricordare i miei Natali di quando ero piccola, io e Leti con la tuta (chissà perché nei miei ricordi abbiamo sempre la tuta?) che partecipiamo a cene luculliane (ricordo un'anatra all'arancia che non mi piacque per niente, ma adesso vorrei assaggiare), e poi pazienti ma eccitate nell'attesa di Babbo Natale che per la croncaca da noi veniva il 24 sera. Poi il traporto dei regali dal cortile al soggiorno, sotto l'albero, e l'apertura frenetica tra un turbinare di carte e fiocchi.
Sarà così anche per Yui? Avrà anche lei la fortuna, fortuna che fu mia e di Leti, di beccare Babbo Natale in flagrante e invitarlo a bere qualcosa in casa?
Sarà così anche per Yui? Avrà anche lei la fortuna, fortuna che fu mia e di Leti, di beccare Babbo Natale in flagrante e invitarlo a bere qualcosa in casa?
mercoledì 3 dicembre 2008
Secondo complemese
Esattamente due mesi fa nasceva Yui. No, un attimo. Esattamente due mesi fa ero in ospedale con le doglie. Yui sarebbe nata parecchie ore dopo. Il reparto era animato da un pezzo, io e Shinji in sala tracciati eravamo stanchissimi per la nottata in bianco, e io ovviamente ero pure parecchio dolorante, e contavo i minuti che mi separavano dalla prossima visita sperando che la dilatazione fosse avanzata improvvisamente (cosa che per la cronaca non è successa se non parecchie ore dopo). Eppure oggi, a due mesi di distanza, non ho alcun ricordo spiacevole di quel giorno. Per ricordare il dolore, che pure è stato molto, soprattutto durante il parto vero e proprio, devo concentrarmi a fondo.Fare la mamma credevo che fosse molto più difficile. E' vero che non riesco a fare praticamente niente altro, se non lo stretto indispensabile, perché il pensiero di Yui mi occupa il 99% del cervello, ma trovo tutto molto naturale, quasi inevitabile. Poi lei è talmente brava...
E poi mi stupisco se lo chiamano "il miracolo della vita". E' un miracolo vero e proprio!!
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