In molte delle civiltà meno formaliste dell'Orlo Esterno Est della Galassia, la Guida galattica per gli autostoppisti ha già soppiantato la grande Enciclopedia galattica, diventando la depositaria di tutto il sapere e di tutta la scienza, perché nonostante presenti alcune lacune e contenga molte notizie spurie, o se non altro alquanto imprecise, ha due importanti vantaggi rispetto alla più vecchia e più accademica Enciclopedia: uno, costa un po' meno; due, ha stampate in copertina, a grandi caratteri che ispirano fiducia, le parole "NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO". [...] E, nel caso che ci fosse un'inesattezza tra quanto riportato nella Guida e la Vita, ricordate che in realtà è la vita ad essere inesatta.
Finalmente, dopo anni di ambizioni frustrate, sono riuscita, grazie al mio adorabile maritino che mi ha fatto una sorpresa, a vedere il film Guida galattica per autostoppisti, tratto dalla fantastica serie (fantastica) Guida galattica per gli autostoppisti del compianto Douglas Adams.
Il mio primo incontro con il libro, per un caso del destino, avvenne proprio in Giappone, durante il mio primo viaggio, a Kanazawa. Il compagno di corso Claudio mi prestò uno dopo l'altro i quattro libri della trilogia: Guida galattica per gli autostoppisti, Ristorante al termine dell'universo, Addio e grazie per tutto il pesce, Praticamente innoquo. E subito me ne innamorai. A quel tempo la versione italiana era introvabile in commercio, ma mi fu regalata la versione completa della serie in inglese, ancora più godibile. Ora è nella lista dei libri da comprare, visto che Mondadori l'ha rieditata (la prima edizione, del 1980, era Urania).
Quando in Italia uscì il film fu scandalosamente ostracizzato. Rimase nelle sale (poche) per ben un week end!! A cavallo di ferragosto!! Infatti noi eravamo a Venezia e non riuscimmo a vederlo, con mio grande dispiacere. Poi lo cercammo in videoteche varie per tre anni, senza successo, fino all'intervento, quasi un deus ex machina, del mio maritino.
Per i non adepti, ricordo che la Guida è sia il titolo del primo libro della serie (e di conseguenza di tutta la serie), che di un libro che compare nella serie, una vera e propria "guida turistica" a proposito della "vita, l'universo e tutto quanto".
La guida è anche secondo me la cosa più riuscita nel film. Con una grafica davvero carina e accattivante, l'interattività del libro viene mostrata tramite le spiegazioni di tutto ciò che Arthur, uno dei protagonisti, cerca (come potrebbe fare su Wikipedia) durante il suo soggiorno nello spazio (in pigiama). Tra l'altro, un tentativo di ricreare la guida on line è stato fatto dalla BBC, e si chiama h2g2.
Altra cosa davvero carina del film è il robot depresso Marvin. Con quel testone, le spalle curve e gli occhi a triangolo è davvero kawaii. E, come nel libro ovviamente, è argutamente depresso. D'altra parte, è un prototipo di robot con Caratteristiche da Persona Vera (CPV), e viene definito l'androide paranoico (in inglese "paranoid android"...). Spinge al suicidio tutti i computer di bordo con cui conversa a proposito della vita.
Una cosa che invece mi ha un po' turbata, più di quando la lessi sul libro, è il Babel Fish, il Pesce di Babele. Si tratta di un pesciolino che si mette nell'orecchio, e dona la capacità di comprendere tutte le lingue dell'universo. Insomma, tutti noi traduttori ci ritroveremmo nei campi a raccogliere pomodori se ci va bene, o olive se ci va male. Il nome è stato poi adottato da Altavista per il suo traduttore on line (che fortunamente è una schifezza).
In realtà le trovate emozionanti e i personaggi esilaranti nella saga sono davvero tantissimi, e più ne scrivo più me ne vengono in mente. Una per tutte: la risposta alla domanda universale su "la vita, l'universo e tutto quanto", che è 42.
Ma mi fermo qui. Chi non l'ha ancora letto, dovrebbe leggerlo. O per lo meno guardare il film. Poi, non potrà fare a meno di cercare il libro.
Finalmente, dopo anni di ambizioni frustrate, sono riuscita, grazie al mio adorabile maritino che mi ha fatto una sorpresa, a vedere il film Guida galattica per autostoppisti, tratto dalla fantastica serie (fantastica) Guida galattica per gli autostoppisti del compianto Douglas Adams.Il mio primo incontro con il libro, per un caso del destino, avvenne proprio in Giappone, durante il mio primo viaggio, a Kanazawa. Il compagno di corso Claudio mi prestò uno dopo l'altro i quattro libri della trilogia: Guida galattica per gli autostoppisti, Ristorante al termine dell'universo, Addio e grazie per tutto il pesce, Praticamente innoquo. E subito me ne innamorai. A quel tempo la versione italiana era introvabile in commercio, ma mi fu regalata la versione completa della serie in inglese, ancora più godibile. Ora è nella lista dei libri da comprare, visto che Mondadori l'ha rieditata (la prima edizione, del 1980, era Urania).
Quando in Italia uscì il film fu scandalosamente ostracizzato. Rimase nelle sale (poche) per ben un week end!! A cavallo di ferragosto!! Infatti noi eravamo a Venezia e non riuscimmo a vederlo, con mio grande dispiacere. Poi lo cercammo in videoteche varie per tre anni, senza successo, fino all'intervento, quasi un deus ex machina, del mio maritino.
Per i non adepti, ricordo che la Guida è sia il titolo del primo libro della serie (e di conseguenza di tutta la serie), che di un libro che compare nella serie, una vera e propria "guida turistica" a proposito della "vita, l'universo e tutto quanto".
La guida è anche secondo me la cosa più riuscita nel film. Con una grafica davvero carina e accattivante, l'interattività del libro viene mostrata tramite le spiegazioni di tutto ciò che Arthur, uno dei protagonisti, cerca (come potrebbe fare su Wikipedia) durante il suo soggiorno nello spazio (in pigiama). Tra l'altro, un tentativo di ricreare la guida on line è stato fatto dalla BBC, e si chiama h2g2.
Altra cosa davvero carina del film è il robot depresso Marvin. Con quel testone, le spalle curve e gli occhi a triangolo è davvero kawaii. E, come nel libro ovviamente, è argutamente depresso. D'altra parte, è un prototipo di robot con Caratteristiche da Persona Vera (CPV), e viene definito l'androide paranoico (in inglese "paranoid android"...). Spinge al suicidio tutti i computer di bordo con cui conversa a proposito della vita.
Una cosa che invece mi ha un po' turbata, più di quando la lessi sul libro, è il Babel Fish, il Pesce di Babele. Si tratta di un pesciolino che si mette nell'orecchio, e dona la capacità di comprendere tutte le lingue dell'universo. Insomma, tutti noi traduttori ci ritroveremmo nei campi a raccogliere pomodori se ci va bene, o olive se ci va male. Il nome è stato poi adottato da Altavista per il suo traduttore on line (che fortunamente è una schifezza).
In realtà le trovate emozionanti e i personaggi esilaranti nella saga sono davvero tantissimi, e più ne scrivo più me ne vengono in mente. Una per tutte: la risposta alla domanda universale su "la vita, l'universo e tutto quanto", che è 42.
Ma mi fermo qui. Chi non l'ha ancora letto, dovrebbe leggerlo. O per lo meno guardare il film. Poi, non potrà fare a meno di cercare il libro.